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L'
era della Barbarie |
Por
Jorge Majfud
Febrero 2008
The University of Georgia |
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Nell' era della Barbarie cominciarono
i viaggi a ritroso nel tempo all'anno
trentatre. Venne scelto quell'anno perché,
secondo le statistiche, la Crocifissione
di Cristo attraeva l'attenzione di più
gente dall'Occidente, e si pensò
a questo settore sociale per ragioni economiche,
giacché i viaggi, nel passato,
non erano stati né diretti né
tanto meno finanziati dal governo di nessun
paese come in altri tempi era successo
per i primi viaggi nello spazio, ma da
un' azienda privata. Il gruppo finanziario
che rese possibile la meraviglia di viaggiare
nel tempo fu l'Axa, sotto richiesta del
maggior cervellone delle Tecnologie Blue,
che fece intravedere infiniti profitti
per la prestazione di "servizi turistici",
come vennero chiamati in quel momento.
Da allora vari gruppi di trenta persone
hanno viaggiato all'anno trentatre per
presenziare alla morte del Nazareno, come
facevano anticamente i turisti comuni
quando, ad ogni equinozio, si concentravano
ai piedi della piramide di Chitchen-Itzá
per presenziare alla formazione del serpente
data dalle ombre che la piramide gettava
su se stessa.
Il maggior inconveniente che ebbe l'Axa
fu il numero ridotto di turisti che potevano
assistere all'evento di volta in volta,
cosa che determinava profitti che non
erano concordi con le aspettative milionarie
dell'investimento, motivo per cui, di
lì a poco, venne alzato questo
numero fino alla cifra di quarantacinque,
con il rischio di attirare l'attenzione
degli antichi abitanti di Gerusalemme.
Poi la cifra venne mantenuta senza alterazioni,
su richiesta di uno dei principali azionisti
dell'impresa che argomentò, ragionevolmente,
che la conservazione di questo fatto storico
allo stato originale era la condizione
basilare che giustificava i viaggi e che
se ogni gruppo avesse prodotto alterazioni
nei fatti, la cosa si sarebbe ripercossa
portando ad un abbandono dell'interesse
generale nel realizzare questo tipo di
viaggi.
Con il tempo si capì che ogni alterazione
storica dei fatti, per minima che fosse,
era quasi impossibile da riparare. Questo
succedeva quando qualcuno dei viaggiatori
non rispettava le regole del gioco e pretendeva
di portarsi a casa qualche souvenir. Il
caso più famoso fu quello di Adam
Parcker che, con incredibile destrezza,
riuscì a ritagliare un pezzetto
triangolare della tunica rossa del Nazareno,
probabilmente nel momento in cui questi
cadde stravolto dalla fatica. Il furto
non causò nessuna alterazione delle
Sacre Scritture, ma servì a Parcker
per diventare ricco e famoso, giacché
il minuscolo pezzetto di tela venne valutato
una fortuna e non pochi viaggiatori tra
quelli che si erano scomodati ad arrivare
fino a lì e avevano pagato per
andare indietro nel tempo di più
di mille anni, lo avevano fatto per vedere
da dove mancasse al Nazareno il "Triangolo
di Parcker".
Qualcuno ha fatto obiezioni su questo
tipo di viaggi che, assicurano, finiranno
per distruggere la storia senza che ce
ne possiamo rendere conto. E difatti è
così: per ogni cambiamento che
si introduce in un giorno qualunque, infiniti
cambiamenti deriveranno, secolo dopo secolo,
diluendosi a poco a poco o moltiplicandosi
nei propri effetti. Per percepire il minimo
cambiamento nell'anno trentatre sarebbe
inutile ricorrere alle Sacre Scritture,
perché tutte le edizioni, allo
stesso modo, assorbirebbero il colpo facendo
dimenticare completamente il fatto originale.
Ci sarebbe la possibilità di rastrellare
ogni cambiamento inviando altri viaggiatori
ad anni anteriori a quello della Barbarie,
ma a nessuno importerebbe un progetto
così e non ci sarebbe nessun modo
per finanziarlo.
Ormai non importa nemmeno il dibattito
sul fatto che la storia debba rimanere
come sta o se è lecito modificarla.
Quest' ultima opzione, ad ogni modo, è
pericolosa, giacché è possibile
prevedere i cambiamenti risultanti che
potrebbero essere prodotti da qualsiasi
alterazione. Sappiamo che qualsiasi cambiamento
potrebbe non essere catastrofico per la
specie umana, ma potrebbe esserlo per
gli individui: non saremmo più
noi quelli che stanno vivendo adesso,
ma un altro qualsiasi.
Su una posizione contraria si trovano
i gruppi religiosi più radicali.
I servizi di informazione di Barbarie
hanno scoperto recentemente che un gruppo
di Evangelisti, appartenenti alla Chiesa
Vera di Dio, di San Paolo, farà
il viaggio verso l' anno trentatre. Grazie
alle offerte dei propri fedeli, il gruppo
è riuscito a mettere insieme la
somma più che milionaria che richiede
l'Axa per il biglietto. Quello che ancora
non è stato possibile confermare
sono le intenzioni del gruppo. Si dice
che vogliano far saltare il Golgota e
incendiare Gerusalemme nel momento della
Crocifissione, perché si arrivi
in questa maniera, alla tanto attesa Fine
dei Tempi. Tutta la storia scomparirebbe;
tutti, compresi gli ebrei, riconoscerebbero
l'errore, si convertirebbero al cristianesimo
nell'anno trentatre e il mondo intero
vivrebbe nel regno di Dio, così
come era descritto nei Vangeli. Tutto
questo è molto dibattuto da altre
persone.
Altri ancora non si spiegano come i viaggiatori
possano presenziare alla Crocifissione
senza cercare di evitarla. La risposta
teologica e ovvia, per cui i meno interessati
ad evitare il martirio del Messia sono
i suoi stessi proseliti. Ma per gli altri,
che sono la maggioranza, Axa ha decretato
le sue regole etiche: "Allo stesso
modo in cui non evitiamo la morte di un
cervo tra le fauci di un leone quando
facciamo un viaggio in Africa, così
non dobbiamo nemmeno evitare le apparenti
ingiustizie che si commettono contro il
Nazareno. Il nostro dovere morale è
quello di conservare la natura e la storia
così come sono". La Crocifissione
è patrimonio dell'Umanità,
ma soprattutto, i suoi diritti sono stati
acquistati completamente dall'Axa.
Di fatto, i cambiamenti saranno sempre
più inevitabili. Già dopo
sei anni di viaggi all'anno trentatre,
si possono vedere ai piedi della croce,
tappi di bibite e scritte con il pennarello
sul palo portante, alcune delle quali
recitano: "Ho fiducia nel mio signore",
altre si limitano solo al nome di chi
è stato lì, insieme alla
data di partenza, perché le generazioni
future di viaggiatori lo ricordino. Ovviamente
anche l'azienda comincia a cedere davanti
alla pressione dei clienti insoddisfatti,
che chiedono un miglioramento radicale
nei servizi. Per esempio Barbarie ha appena
inviato un rappresentante tecnico all'anno
ventisei per ottenere la produzione di
cinquemila metri cubi di asfalto e per
negoziare con Pilato la costruzione di
un corridoio più comodo per la
Via Crucis, cosa che renderà meno
faticoso il percorso dei viaggiatori e
rappresenterebbe, inoltre, un gesto misericordioso
per il Nazareno che più di una
volta si è rotto i piedi con i
sassi che non vedeva lungo il suo cammino.
Si è calcolato che la miglioria
non apporterà cambiamenti alle
Sacre Scritture, dato che in queste non
vi è una particolare preoccupazione
per l' urbanistica della città.
Con queste misure Axa vuole mettersi al
sicuro dalla pioggia di reclami che sta
subendo a causa di ipotetiche insufficienze
del servizio, dovendo far fronte ultimamente
a cause molto costose di clienti che hanno
speso una fortuna e non sono tornati soddisfatti.
Il motivo dei reclami non è sempre
causato dal gran caldo di Gerusalemme,
o dalla congestione nella quale si trova
intrappolata la città il giorno
della Crocifissione. Si deve soprattutto
alle aspettative non soddisfatte dei viaggiatori.
L'azienda si difende dicendo che le Sacre
Scritture non sono state scritte sotto
il loro controllo di qualità, ma
che sono solo documenti storici e quindi
esagerati. Lì dove muore il Nazareno
invece di esserci una notte profonda e
straziante c'è un cielo appena
appena un po' più scuro a causa
dell'eccessiva concentrazione di nuvole
e niente più. I cattolici hanno
dichiarato che questo fatto, come tutti
quelli riferiti ai Vangeli, deve prendersi
nel suo valore simbolico e non meramente
descrittivo. Ma la maggior parte della
gente non è stata soddisfatta dalla
risposta di Axa e nemmeno di quella di
Papa Giovanni XXV che si è schierato
in difesa della multinazionale, grazie
alla quale la gente ora può essere
più vicina a Dio.
Revista Que Tal
Milano, 2008
Traduzione: Francesca Sammartino
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